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.: Dalla polisportiva Calcio Sezze alla S.S. Lazio
Matteo Lucarini classe 96, un altro setino alla corte del presidente Lotito della S.S. Lazio.In chiusura di un anno davvero ricco di soddisfazioni, la Polisportiva Calcio Sezze cala un altro asso. Anzi, per rendere meglio l’idea, passa un altro asso alla SS Lazio. Dopo il trasferimento in biancazzurro in estate dei due gioiellini classe 95, Alex Orelli e Gabriele Antonucci un altro rossoblu dal 18 Dicembre veste la maglia biancazzurra, ovvero Matteo Lucarini classe 96.
Il gemellaggio con la SS LAZIO, quindi porta un altro centro per la società dei presidenti Alessandro Italiani e Roberto Rossi artefici,insieme al direttore sportivo Romeo Terella , il segretario Ferdinando Sambucci e tutto lo staff tecnico della polisportiva, dell’ accordo con il Generale Coletta uno degli uomini più vicini al presidente Lotito, e responsabile del settore giovanile biancoceleste. Con questo terzo trasferimento in poco più di sei mesi, trovano conferma le parole pronunciate in estate dallo stesso Coletta < tali operazioni sono il risultato di una collaborazione positiva e fruttuosa con la Polisportiva Calcio Sezze. Questo connubio consente infatti una possibilità di crescita reciproca per la polisportiva che acquisisce i nostri metodi di lavoro e la SS Lazio che riesce a tenere monitorato il territorio e ovviamente per i ragazzi. Siamo quindi intenzionati a continuare e a rafforzare la collaborazione attraverso rapporti continui, stage e scambi di metologie e personale tecnico. Soprattutto, il trasferimento di Matteo Lucarini testimonia la veridicità delle parole di Roberto Rossi a proposito dei motivi dell’affiliazione Calcio Sezze con una realtà professionistica come la Lazio: < E’ un modo di crescita per la nostra società a livello organizzativo e per i nostri tecnici come metodologia di lavoro. Soprattutto però costituisce un’occasione per i ragazzi di essere seguiti da personale specializzato, monitorati da una società professionistica seria, senza dover sottostare alle logiche fuorvianti di pseudo procuratori o simili cialtroni che purtroppo molto spesso illudono ragazzi e genitori>.
.: quelle voci erano meglio delle telecamere
Articolo tratto dal quotidiano RepubblicaQuelle voci meglio delle telecamere ci raccontavano indicibili emozioni
Ameri, Ciotti, Luzzi... I nomi dei radiocronisti per decenni non ebbero volti, eppure li amavamo
8 gennaio 2009 - di WALTER VELTRONI
Vallo a spiegare, ora.
Vallo a dire ad un bambino che ha appena finito di vedere in diretta Manchester- Leeds o Dinamo - Zenit e che ora, mentre i giocatori vengono ripresi alla discesa dal pullman, indugia con lo sguardo sulle inquadrature delle magliette dei giocatori della sua squadra del cuore ripiegate sulle panche degli spogliatoi .
Vallo a spiegare ad un bambino che rivede sei volte l'azione di un gol o che spinge un pulsante verde e può godere la meraviglia di tutte le partite in diretta.
Proviamoci.
C'era una volta un paese, il tuo, in cui tutto era in bianco e nero. C'era una volta un paese in cui i bambini come te, malati di calcio, aspettavano le sette di sera per vedere una partita in televisione. Che dico, non una partita, un tempo, uno solo. E non sapevano che tempo e che partita degli invisibili potenti avrebbero scelto seguendo imperscrutabili logiche e sofisticati equilibri. Allora, fai uno sforzo gigantesco di immaginazione, i più, come dite voi ora?, "fomentati" vivevano una domenica da reclusi. L'obiettivo era non sapere il risultato degli incontri prima delle sette, per poter vivere in tv l'emozione di quella rifrittura come fosse un pasto appena cucinato. Non si poteva uscire, non si rispondeva al telefono e, soprattutto, si teneva la radio spenta. Perché c'era " Tutto il calcio minuto per minuto".
Provo a spiegarti. Cominciando dal più difficile. Infatti anche quel programma cominciava nel secondo tempo . Si pensava che se gli appassionati fossero stati collegati dal primo minuto non sarebbero più andati allo stadio. Collegati alla radio, non con gli occhi di trentasei telecamere. C'era l'idea che si dovesse proteggere la percezione personale, diretta, fisica delle cose della vita. Non la loro diffusione universale, mediata e attenuata dal racconto e dalla selezione compiuta da registi o giornalisti. E così quegli uomini fortunati che si trovavano- nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto-a lavorare raccontando calcio erano gli occhi di milioni di italiani. Le loro voci erano un pezzo della vita di tutti. Come i loro cognomi: Bortoluzzi, Ameri, Ciotti, Luzzi, Provenzali. Erano dei grandi giornalisti, dei professionisti che sapevano, con le loro parole, raccontarti qualcosa di irraccontabile. Si può descrivere un quadro? Si può far immaginare un tramonto? Loro guardavano le gambe piccole e nervose di Sivori, la falcata potente di Gigi Riva, la tenace e minuta robustezza di Giacomino Losi e traducevano quelle immagini in parole. Lo facevano immediatamente, senza la possibilità di cancellare e riscrivere. Lo facevano senza che le immagini svolgessero la funzione di fornire il tappeto di base delle conoscenze. Dovevano far sapere cosa stava accadendo e dovevano fornire una emozione. La voce era una tavolozza, i toni erano i colori, le parole le pennellate.
Vedi, noi, alla tua età, quando non ce la facevamo ad aspettare le sette di sera eravamo appesi a quelle voci. E ascoltavamo le cronache delle partite dai campi che ci interessavano di meno, sperando sempre che un rumore di folla e poi una voce interrompessero chi stava parlando per fornire l'aggiornamento che aspettavamo . "Scusa Ameri" era l'anticamera di una gioia o di una rabbia tremende. I transistor, che cominciarono a diffondersi poco dopo l'inizio della trasmissione, consentivano che si potesse di domenica vedere gente che improvvisamente si abbracciava per strada o si metteva a ballare. Io ricordo di aver osservato una volta un tifoso deluso abbandonare una piccola radio sulle scale di una chiesa e andare via, forse smadonnando.
I radiocronisti erano dei tipi abbastanza eccezionali, un po' reporter e un po' poeti. Dovevano unire il fiuto della notizia con la capacità di darle forma e intensità emotiva. Erano gente veloce, in un tempo lento. Erano dove noi avremmo voluto essere. Erano in missione per conto nostro. Non avevano volti, nonostante fossero popolari come pochi. Per decenni nessuno ha mai visto il viso di Enrico Ameri e solo la Domenica Sportiva ha fatto più tardi conoscere a chi appartenesse quella voce da basso, arrochita da milioni di sigarette "Nazionali", che era la firma di Sandro Ciotti.
Molti di loro cominciarono con mio padre, nella mitica redazione "Radiocronache" che costituiva l'occhio sul mondo degli italiani, prima che arrivassero le telecamere. Era una squadra di persone selezionata su basi esclusivamente professionali. O eri bravo o a casa. Non potevi mandare un imbecille raccomandato a raccontare l'alluvione del Polesine. Quelle voci non erano una su mille. Erano la storia in diretta, erano in permanente esclusiva. I giornali sarebbero usciti il giorno dopo. Una parola sbagliata poteva fare catastrofi. Raccontavano cronaca e sport, eventi tragici e Olimpiadi. Erano un gruppo di ragazzi , neanche trentenni, che avevano una gigantesca responsabilità sulle spalle. Fu, evidentemente, una scuola importante che cementò tra loro un legame e una amicizia profonda. Sergio Zavoli fu scoperto per le cronache delle partite che faceva nella sua Rimini, cronache che non andavano in onda e venivano trasmesse con le amplificazioni sulla piazza. E così altri. Erano gente speciale. Con una grande motivazione. Io li ricordo nelle foto. Una li ritrae attorno al tavolo di mio padre, un gruppo di ragazzi sorridenti. Un'altra li ferma al giro di Francia con addosso delle tute con la scritta, tutta minuscola, rai. A quell'azienda erano legati da un rapporto di sangue. Se posso dire mi sembra di ritrovare qualcosa di simile oggi nei ragazzi che fanno lo sport a Sky. Almeno sembra così e lì, da Caressa a Marianella a Flavio Tranquillo e tanti altri si è affermato uno stile e un linguaggio del tutto nuovo della cronaca televisiva.
"Se la squadra del vostro cuore ha vinto brindate con Stock, se ha perso consolatevi con Stock". Era una delle prime forme di sponsorizzazione, quando ancora le magliette dei giocatori erano immacolate e aveva fatto un gran discutere la decisione del Torino di stampare una ambigua T maiuscola sul petto. La casacca di Valentino Mazzola profanata con la pubblicità del cioccolato Talmone, che volgarità. Per anni gli ascoltatori di " Tutto il calcio minuto per minuto" si sono chiesti cosa dovessero fare con Stock in caso di pareggio, assai diffuso ai tempi del " catenaccio". Dopo un paio di decenni, la nota ditta di liquori, non insensibile al grido di dolore che saliva dal popolo, aggiunse " se ha pareggiato, sempre Stock". Non originalissimo, ma conclusivo.
Insomma, spero di essere riuscito a farti capire che cosa è stato di meraviglioso "Tutto il calcio minuto per minuto" . Mentre parlavo non hai mai staccato gli occhi dalla piattaforma Wii e dallo schermo Led sul quale compare, nel gioco Pes, il volto perfettamente riprodotto di Totti e tu lo puoi muovere e farti le tue squadre, le tue partite, i tuoi tornei. Che poi vedi in televisione.
Mi guardi strano. Hai ragione tu . Però fammi vendicare in silenzio dei privilegi della tua stagione satolla. Credimi, non puoi immaginare che cosa era l'emozione, abituati ai bianco e nero delle diciannove e alle voci concitate di quei grandi giornalisti, quando si usciva, come in un film di Woody Allen, dal bianco e nero. Se tu mi guardassi, invece di muovere il joystick per far segnare Drogba, vedresti degli occhi lucidi. Sto pensando ad un momento, uno preciso. Quando da bambino andavo allo stadio e salivo gli ultimi gradini prima di affacciarmi alla visione del verde meraviglioso del campo e dell'arcobaleno infinito degli spalti. Quella era la vita a colori e , credimi, non aveva nulla da invidiare al tuo prato elettronico. Ti invidio, ma con nostalgia.
.: stagione 2009-2010
STAGIONE 2009-2010Oltre ai buoni risultati ottenuti dalle proprie rappresentative nei campionati i competenza, la Polisportiva Calcio Sezze è già intenta a programmare l’attività della prossima stagione. Per il 2009/10 infatti, la società rossoblu ha in cantiere mosse strategiche tese a completare il proprio piano di attività in ambito calcistico. Consolidato l’impegno per le categorie giovanili che vanno dai Primi calci agli Allievi, passando con completezza attraverso Scuola Calcio, Esordienti e Giovanissimi, consolidate nel riscontro positivo delle iscrizioni nella stagione in corso, e completato l’organigramma societario e tecnico con l’inserimento di nuovi dirigenti, allenatori competenti e l’importante accordo con il settore giovanile della Lazio, il prossimo anno si aggiungeranno dei tasselli che porteranno la Polisportiva ad assumere un ruolo ancor più importante nel panorama calcistico provinciale.
Sono state preparate infatti le varie pratiche per l’iscrizione al prossimo campionato della rappresentativa Juniores la quale sarà allenata da Luigino Neonona tecnico setino con notevole bagaglio di esperienza alle spalle avendo partecipato come allenatore di questa categoria in altre società.
L’obiettivo è quello di costruire in un biennio una squadra competitiva capace di riportare a Sezze un titolo regionale di categoria. Del resto i buoni risultati conseguiti nella categoria Allievi dalla formazione di mister Consoli fanno intuire le potenzialità di un gruppo che, per motivi anagrafici, il prossimo anno avrà la possibilità di continuare a crescere nella Juniores ponendo fine all’emorragia fisiologica patita fino ad ora che mancava il gradino più alto del settore giovanile. La dirigenza della A.S.D. Polisportiva Calcio Sezze con orgoglio annuncia che Gianfranco De Rocchis, Insegnante di Scienze Motorie Scuola Media, Istruttore di calcio (specializzazione Isef Roma 1989), Allenatore di base,è il nuovo allenatore dei giovanissimi 95” . Lo stesso, sarà affiancato da Marco Mattei, allenatore in seconda al fianco di Massimo Vicari sulla stessa panchina nella stagione appena conclusa. Ma le novità non finiscono qui, Alessandro Italiani, Filippo Simeoni e Roberto Rossi, massimi esponenti del sodalizio setino, visti gli ottimi risultati ottenuti con il KARATE non nascondono l’intenzione di ampliare l’organico della della polisportiva Sezze anche di altre discipline sportive si sta pensando al calcio a 5 al ciclismo su strada ed alla mountain bike.
L’obbiettivo della A.S.D Polisportiva Sezze rimane quello di essere un punto di riferimento per tutti i ragazzi che vogliono iniziare una attività sportiva dando loro la possibilità di trovare la disciplina più adatta, per questo motivo la dirigenza sta incontrando altre società sportive presenti sul territorio.
I presidenti Alessandro Italiani Rossi Roberto e Filippo Simeoni sono convinti che sotto la buona guida del direttore sportivo Romeo Terella il prossimo anno si raggiungeranno traguardi ancora più importanti con la consapevolezza che si dovranno affrontare Sacrifici economici che potrebbero essere condivisi anche da altri imprenditori che hanno già avuto esperienze in passato con il calcio setino, i quali hanno mostrato interesse ad un ingresso nella Polisportiva.
.: LA STAGIONE 2008-2009
La A.S.D. Polisportiva Calcio Sezze chiude in bellezza la buona stagione sportiva 2008-2009.La squadra degli allievi guidata da Mister Giuseppe Consoli è giunta quarta nel campionato provinciale pur subendo tanti infortuni che l’hanno portata ad iniziare la stagione senza il supporto di alcuni ottimi calciatori,
La formazione dei giovanissimi provinciali di Mister Ciotti Antonio detto Cocco coadiuvato da Vittorio Peloso detto Totto ha terminato al 5 posto aprendo la porta della possibile partecipazione al campionato regionale di categoria.
La formazione dei giovanissimi sperimentali di fascia B di Mister Massimo Vicari e Marco Mattei ha conquistato il titolo di campione provinciale di categoria, dominando un campionato che ha condotto con 22 vittorie 3 pareggi ed una sconfitta realizzando 89 reti e subendone 22.
La formazione dei giovanissimi coppa provincia di Latina di mister Tony Piccaro si è classificata quarta mentre tutte le altre formazioni delle categorie inferiori stanno ottenendo ottimi risultati nei rispettivi tornei.
La formazione dei nati nel 97’ guidata dal Mister Massimo Terella è tutt’oggi impegnata nel torneo AQUILOTTO 2009 un torneo organizzato dalla SS LAZIO riservato alle società affiliate.
Nel torneo in questione la suddetta formazione ha disputato fino ad oggi 2 partite:
Boville Ernica – Polisportiva Calcio Sezze risultato 1-5 e Polisportiva Calcio Sezze – Terracina 4-0.
La finale del Torneo suddetto si disputerà il 24 Maggio 2009 alle ore 14,00 presso lo Stadio Olimpico prima dell’incontro di serie a Lazio – Reggina.
Infine si può confermare che la A.S.D Polisportiva Calcio Sezze il prossimo anno disputerà il campionato di Juniores Provinciali.
In oltre ci sono da aggiungere gli ottimi risultati ottenuti dal Karate una disciplina inserita da poco nelle pratiche sportive della società, difatti nel mese di Marzo 2009, la dirigenza della Polisportiva Calcio Sezze il ed il M° Paolo Grassucci hanno avuto una serie di incontri per cercare quell’intesa che avrebbe permesso, alla Polisportiva di accorpare un’altra disciplina sportiva ed avrebbe garantito al M° Grassucci quella solidità societaria per affrontare la stagione agonistica 2009 di Karate.
Subito il connubio POLISPORTIVA SEZZE e KARATE ha portato i primi risultati, difatti nel CAMPIONATO ITALIANO FE.DI.KA svoltosi a GAETA 26-04-2009, gara valevole per la qualificazione al Mondiale WUKF che si terrà ad Odessa in UCRAINA il 18-21 Giugno 2009, la POLISPORTIVA SEZZE ha fatto bottino pieno.
Sotto la guida del M° Paolo Grassucci, i 13 atleti della POLISPORTIVA SEZZE hanno i conquistato 13 medaglie d’oro, 6 d’argento e 5 di bronzo così suddivise:
• Cat. ragazzi oro per Terella Luciano, argento per Maenza Fiorella e bronzo per Santoro Valerio.
• Cat. Cadetti oro per Maria Luisa De Santis
• Junior maschile oro per Sarno Raffaele, argento Grande Giuseppe e bronzo per Luison Federico
• Juniores femminile oro per Tuzi Francesca, Bronzo per Maenza Lia
• Seniores femminili oro per Grassucci Nilde argento per Grassucci Linda.
• Junior shotokan argento per Ruscitto
• Senior maschile argento per La Penna Roberto
• Kata squadre femminili oro per Grassucci Nilde, Tuzi Francesca e Maenza Lia
• Kata squadre Maschile oro per La Penna Roberto Sarno Raffaele Luison Federico
• Kumit juniores argento per Luison Federico bronzo per Grande Giuseppe e Sarno Raffaele
Per il campionato del Mondo WUKF SENIORES si sono qualificate per la Nazionale FE.DI.KA. Grassucci Nilde, Grassucci Linda, Tuzi Francesca e La Penna Roberto.
Da tener presente che al suddetto campionato Italiano hanno preso parte svariate società iscritte anche in altre federazioni, nella specialità KATA erano presenti 350 atleti mentre nel WUMITE erano 150.
Attualmente la società POLISPORTIVA SEZZE sta disputando il campionato del mondo COMBAT LEAGUE dal 1 al 3 Maggio 2009 a Rimini con gli atleti Grassucci Linda, Grassucci Nilde, Tuzi Francesca, Sarno Raffaele , La Penna Roberto e Luison Federico mentre a Novembre parteciperà al mondiale di Marina di Massa come Nazionale WTKA.
A breve l’organico della della polisportiva Sezze si arricchirà anche di altre discipline sportive si sta pensando al ciclismo su strada ed alla mountain bike.
L’obbiettivo della A.S.D Polisportiva Sezze rimane quello di essere un punto di riferimento per tutti i ragazzi che vogliono iniziare una attività sportiva dando loro la possibilità di trovare la disciplina più adatta, per questo motivo la Dirigenza sta incontrando altre società sportive presenti sul territorio.
I presidenti Alessandro Italiani Rossi Roberto e Filippo Simeoni sono convinti che sotto la buona guida del direttore sportivo Romeo Terella il prossimo anno si raggiungeranno traguardi ancora più importanti.
.: FESTA DEL CARNEVALE 2009
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.: REGALAMI UN SORRISO
Lunedì 23 dicembre 2008 presso il campo comunale “Fontanelle”A.S.D. Polisportiva Calcio Sezze
aderendo all’invito lanciato dalla federazione, ha organizzato un mini torneo con 7 società partecipanti.
L’iniziativa aveva per scopo la raccolta di giocattoli usati destinati ai bambini delle famiglie disagiate.
Le società invitate, Sermoneta, Sezze Setina, San Donato Montenero, CLC Priverno, Borgo Carso, Borgo Grappa e l’organizzatrice Polisportiva Calcio Sezze, schierando bambini del 2001-2002-2003-2004 si sono incontrate sui sei campi di gioco dando vita ad una manifestazione che ha coinvolti con entusiasmo anche i genitori ed i residenti del quartiere.
Alla fine non ci sono stati ne vincitori ne vinti, tutti i bambini hanno ricevuto una medaglia ricordo e sono stati rifocillati con un ricco buffet offerto dall’organizzazione.
Tutti i giocattoli raccolti sono stati caricati sul furgone dei responsabili della comunità Sant’Egidio con il programma il “rigiocattolo”. www.santegidio.org
Il "Rigiocattolo" è il nome dell'iniziativa di vendita di giocattoli usati che il movimento del Paese dell'Arcobaleno organizza per sostenere progetti di solidarietà in tutto il mondo.
Anche quest'anno, molte città d'Italia e d'Europa, ospitano il Rigiocattolo, per sostenere il programma DREAM per la lotta contro l'AIDS in Africa e in particolare la prossima realizzazione di due nuovi centri nutrizionali, in Malawi e in Mozambico.
Si ringraziano le società partecipanti, il Signor Maurizio Rossi responsabile F.I.G.C di Roma e Latina, il presidente del Consiglio del Comune di Sezze, l’assessore allo sport del comune di Sezze ed il Sindaco Andrea Campoli.
Visita il sito www.santegidio.org
.: Obiettivi
L’A.S.D.polisportiva Calcio Sezze nasce nel 2005 da un gruppo di ragazzi che crede nello sport e vuole essere un punto di riferimento per i ragazzi di Sezze.
Per l’A.S.D Polisportiva Calcio Sezze la preparazione sportiva indirizzata ai bambini deve essere centrata sullo sviluppo psicomotorio, ovvero su attività che diano loro la capacità, lo sviluppo e il controllo del proprio corpo, per uno sviluppo globale sotto l’aspetto motorio, psicologico e cognitivo.
Lo sviluppo tecnico deve avvenire attraverso giochi didattici in cui vi sia prettamente una componente coordinativa generale e di indirizzo tecnico – sportivo. Dobbiamo ricordare che alla Scuola Calcio arrivano bambini di età compresa tra i 4/5/6/7 anni, bambini dei nostri giorni, figli del “progresso” e quindi dei comfort, dei video giochi; bambini che nella maggior parte dei casi sono molto impacciati nei movimenti e meno dinamici di quanto lo erano i bambini di anni fa.
Oggi non ci sono spazi verdi dove giocare, un muro contro cui calciare un pallone, spazi liberi o dei cortili dove poter tracciare un campo, porre due pietre per delimitare la porta e disputare partite per divertirsi con i compagni, primi c’erano i campetti delle parrocchie. Quindi tutte le capacità motorie di base che un tempo si acquisivano inconsciamente salendo sugli alberi, saltando o camminando sui muri, ecc…, oggi vengono a mancare in quanto i nostri figli sono costretti a vivere senza spazi. L'istruttore al momento di accogliere i bambini deve saper conquistare subito la loro fiducia, dimostrandosi sempre sereno trasmettendo la propria passione e l’amore per questo sport, creando un ambiente allegro dove i bambini si divertono. I nostri allievi oltre a crescere individualmente e tecnicamente, devono imparare ad associarsi; imparando il rispetto delle regole e dei compagni. Bisogna farli divertire con giochi di facile comprensione ed applicazione, in modo da favorirne il successo e non l’insuccesso che può portarli ad un facile abbandono. Tutto questo cercando anche di variare in modo continuo l'allenamento per cercare di mantenere sempre alta l'attenzione in modo che i bambini non si annoino. Cerchiamo anche di dialogare con i bambini e spiegare gli esercizi-gioco con un linguaggio semplice e facilmente comprensibile e con poche regole.
La nostra attenzione deve essere rivolta non a come vengono eseguiti gli esercizi, sotto l’aspetto prettamente tecnico, ma soprattutto se l'esercizio è stato capito e di conseguenza eseguito, in quale tempo, con quale facilità di esecuzione e se la loro ripetitività viene memorizzata e quindi nelle successive esecuzioni svolto con più facilità, coordinazione e rapidità.
La metodologia adottata e consigliata, dall’A.S.D Polisportiva Calcio Sezze, è quella che va dal generale all’analitico, ovvero inizialmente si lascia libero il bambino di eseguire liberamente l’esercizio dando come input l’obiettivo da raggiungere (fare goal, colpire un birillo, far arrivare la palla ad un compagno, raggiungere una meta, ecc…) e qualche suggerimento verbale, successivamente si passera a quella analitica, cercando di curare il gesto tecnico.
Gli obiettivi che ci poniamo e che cerchiamo di far apprendere ai nostri allievi sono:
• Il saper giocare la palla, saper palleggiare, saper calciare la palla, saper guidare la palla, saper ricevere la palla saperla giocare di testa
• Saper giocare individuale, saper mantenere il possesso di palla individuale in presenza di un avversario, saper risolvere l’azione individuale sul portiere, saper risolvere un’azione di uno contro uno, con avversario che proviene da dietro, lateralmente, di fronte, per la conquista di uno spazio, saper risolvere un’azione di uno contro uno con avversario da dietro, di fronte, lateralmente, sul posto per far goal
• Saper giocare collettivo saper mantenere le posizioni e saper mantenere il possesso di palla collettivo, saper mantenere il possesso di palla collettivo per la conquista di spazio e ampiezza, saper mantenere il possesso di palla per la conquista di spazio in profondità.
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.: quelle voci erano meglio delle telecamere
Articolo tratto dal quotidiano RepubblicaQuelle voci meglio delle telecamere ci raccontavano indicibili emozioni
Ameri, Ciotti, Luzzi... I nomi dei radiocronisti per decenni non ebbero volti, eppure li amavamo
8 gennaio 2009 - di WALTER VELTRONI
Vallo a spiegare, ora.
Vallo a dire ad un bambino che ha appena finito di vedere in diretta Manchester- Leeds o Dinamo - Zenit e che ora, mentre i giocatori vengono ripresi alla discesa dal pullman, indugia con lo sguardo sulle inquadrature delle magliette dei giocatori della sua squadra del cuore ripiegate sulle panche degli spogliatoi .
Vallo a spiegare ad un bambino che rivede sei volte l'azione di un gol o che spinge un pulsante verde e può godere la meraviglia di tutte le partite in diretta.
Proviamoci.
C'era una volta un paese, il tuo, in cui tutto era in bianco e nero. C'era una volta un paese in cui i bambini come te, malati di calcio, aspettavano le sette di sera per vedere una partita in televisione. Che dico, non una partita, un tempo, uno solo. E non sapevano che tempo e che partita degli invisibili potenti avrebbero scelto seguendo imperscrutabili logiche e sofisticati equilibri. Allora, fai uno sforzo gigantesco di immaginazione, i più, come dite voi ora?, "fomentati" vivevano una domenica da reclusi. L'obiettivo era non sapere il risultato degli incontri prima delle sette, per poter vivere in tv l'emozione di quella rifrittura come fosse un pasto appena cucinato. Non si poteva uscire, non si rispondeva al telefono e, soprattutto, si teneva la radio spenta. Perché c'era " Tutto il calcio minuto per minuto".
Provo a spiegarti. Cominciando dal più difficile. Infatti anche quel programma cominciava nel secondo tempo . Si pensava che se gli appassionati fossero stati collegati dal primo minuto non sarebbero più andati allo stadio. Collegati alla radio, non con gli occhi di trentasei telecamere. C'era l'idea che si dovesse proteggere la percezione personale, diretta, fisica delle cose della vita. Non la loro diffusione universale, mediata e attenuata dal racconto e dalla selezione compiuta da registi o giornalisti. E così quegli uomini fortunati che si trovavano- nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto-a lavorare raccontando calcio erano gli occhi di milioni di italiani. Le loro voci erano un pezzo della vita di tutti. Come i loro cognomi: Bortoluzzi, Ameri, Ciotti, Luzzi, Provenzali. Erano dei grandi giornalisti, dei professionisti che sapevano, con le loro parole, raccontarti qualcosa di irraccontabile. Si può descrivere un quadro? Si può far immaginare un tramonto? Loro guardavano le gambe piccole e nervose di Sivori, la falcata potente di Gigi Riva, la tenace e minuta robustezza di Giacomino Losi e traducevano quelle immagini in parole. Lo facevano immediatamente, senza la possibilità di cancellare e riscrivere. Lo facevano senza che le immagini svolgessero la funzione di fornire il tappeto di base delle conoscenze. Dovevano far sapere cosa stava accadendo e dovevano fornire una emozione. La voce era una tavolozza, i toni erano i colori, le parole le pennellate.
Vedi, noi, alla tua età, quando non ce la facevamo ad aspettare le sette di sera eravamo appesi a quelle voci. E ascoltavamo le cronache delle partite dai campi che ci interessavano di meno, sperando sempre che un rumore di folla e poi una voce interrompessero chi stava parlando per fornire l'aggiornamento che aspettavamo . "Scusa Ameri" era l'anticamera di una gioia o di una rabbia tremende. I transistor, che cominciarono a diffondersi poco dopo l'inizio della trasmissione, consentivano che si potesse di domenica vedere gente che improvvisamente si abbracciava per strada o si metteva a ballare. Io ricordo di aver osservato una volta un tifoso deluso abbandonare una piccola radio sulle scale di una chiesa e andare via, forse smadonnando.
I radiocronisti erano dei tipi abbastanza eccezionali, un po' reporter e un po' poeti. Dovevano unire il fiuto della notizia con la capacità di darle forma e intensità emotiva. Erano gente veloce, in un tempo lento. Erano dove noi avremmo voluto essere. Erano in missione per conto nostro. Non avevano volti, nonostante fossero popolari come pochi. Per decenni nessuno ha mai visto il viso di Enrico Ameri e solo la Domenica Sportiva ha fatto più tardi conoscere a chi appartenesse quella voce da basso, arrochita da milioni di sigarette "Nazionali", che era la firma di Sandro Ciotti.
Molti di loro cominciarono con mio padre, nella mitica redazione "Radiocronache" che costituiva l'occhio sul mondo degli italiani, prima che arrivassero le telecamere. Era una squadra di persone selezionata su basi esclusivamente professionali. O eri bravo o a casa. Non potevi mandare un imbecille raccomandato a raccontare l'alluvione del Polesine. Quelle voci non erano una su mille. Erano la storia in diretta, erano in permanente esclusiva. I giornali sarebbero usciti il giorno dopo. Una parola sbagliata poteva fare catastrofi. Raccontavano cronaca e sport, eventi tragici e Olimpiadi. Erano un gruppo di ragazzi , neanche trentenni, che avevano una gigantesca responsabilità sulle spalle. Fu, evidentemente, una scuola importante che cementò tra loro un legame e una amicizia profonda. Sergio Zavoli fu scoperto per le cronache delle partite che faceva nella sua Rimini, cronache che non andavano in onda e venivano trasmesse con le amplificazioni sulla piazza. E così altri. Erano gente speciale. Con una grande motivazione. Io li ricordo nelle foto. Una li ritrae attorno al tavolo di mio padre, un gruppo di ragazzi sorridenti. Un'altra li ferma al giro di Francia con addosso delle tute con la scritta, tutta minuscola, rai. A quell'azienda erano legati da un rapporto di sangue. Se posso dire mi sembra di ritrovare qualcosa di simile oggi nei ragazzi che fanno lo sport a Sky. Almeno sembra così e lì, da Caressa a Marianella a Flavio Tranquillo e tanti altri si è affermato uno stile e un linguaggio del tutto nuovo della cronaca televisiva.
"Se la squadra del vostro cuore ha vinto brindate con Stock, se ha perso consolatevi con Stock". Era una delle prime forme di sponsorizzazione, quando ancora le magliette dei giocatori erano immacolate e aveva fatto un gran discutere la decisione del Torino di stampare una ambigua T maiuscola sul petto. La casacca di Valentino Mazzola profanata con la pubblicità del cioccolato Talmone, che volgarità. Per anni gli ascoltatori di " Tutto il calcio minuto per minuto" si sono chiesti cosa dovessero fare con Stock in caso di pareggio, assai diffuso ai tempi del " catenaccio". Dopo un paio di decenni, la nota ditta di liquori, non insensibile al grido di dolore che saliva dal popolo, aggiunse " se ha pareggiato, sempre Stock". Non originalissimo, ma conclusivo.
Insomma, spero di essere riuscito a farti capire che cosa è stato di meraviglioso "Tutto il calcio minuto per minuto" . Mentre parlavo non hai mai staccato gli occhi dalla piattaforma Wii e dallo schermo Led sul quale compare, nel gioco Pes, il volto perfettamente riprodotto di Totti e tu lo puoi muovere e farti le tue squadre, le tue partite, i tuoi tornei. Che poi vedi in televisione.
Mi guardi strano. Hai ragione tu . Però fammi vendicare in silenzio dei privilegi della tua stagione satolla. Credimi, non puoi immaginare che cosa era l'emozione, abituati ai bianco e nero delle diciannove e alle voci concitate di quei grandi giornalisti, quando si usciva, come in un film di Woody Allen, dal bianco e nero. Se tu mi guardassi, invece di muovere il joystick per far segnare Drogba, vedresti degli occhi lucidi. Sto pensando ad un momento, uno preciso. Quando da bambino andavo allo stadio e salivo gli ultimi gradini prima di affacciarmi alla visione del verde meraviglioso del campo e dell'arcobaleno infinito degli spalti. Quella era la vita a colori e , credimi, non aveva nulla da invidiare al tuo prato elettronico. Ti invidio, ma con nostalgia.
.: Juniores e prima squadra
POLISPORTIVA CALCIO SEZZE: NEL 2009/10 JUNIORES E PRIMA SQUADRAOltre ai buoni risultati che stanno riportando le proprie rappresentative nei campionati i competenza, la Polisportiva Calcio Sezze è già intenta a programmare l’attività delle prossima stagione. Per il 2009/10 infatti, la società rossoblu ha in cantiere mosse strategiche tese a completare il proprio piano di attività in ambito calcistico. Consolidato l’impegno per le categorie giovanili che vanno dai Primi calci agli Allievi, passando con completezza attraverso Scuola Calcio, Esordienti e Giovanissimi, consolidate nel riscontro positivo delle iscrizioni nella stagione in corso, e completato l’organigramma societario e tecnico con l’inserimento di nuovi dirigenti, allenatori competenti e l’importante accordo con il settore giovanile della Lazio, il prossimo anno si aggiungeranno dei tasselli che porteranno la Polisportiva ad assumere un ruolo di primo piano nel panorama calcistico provinciale. Sono state portate a termine infatti le varie pratiche per l’iscrizione al prossimo campionato della rappresentativa Juniores. Quasi deciso anche il nome dell’allenatore con la scelta che dovrà essere però ben ponderata. L’obiettivo è quello di costruire infatti una squadra subito competitiva e di affidarla ad un tecnico capace subito di farla puntare a riportare a Sezze un titolo regionale di categoria. Del resto i buoni risultati conseguiti nella categoria Allievi dalla formazione di mister Consoli in questo primo terzo di stagione fanno intuire le potenzialità di un gruppo che, per motivi anagrafici, il prossimo anno avrà quindi la possibilità di continuare a crescere nella Juniores ponendo fine all’emorragia fisiologica patita fino ad ora che mancava il gradino più alto del settore giovanile. Ma le novità non finiscono qui, Alessandro Italiani, Filippo Simeoni e Roberto Rossi,massimi esponenti del sodalizio setino, non nascondono l’intenzione di acquisire un titolo per dare vita ad una prima squadra: “Confortati dai risultati e dalle richieste ricevute, anche da parte di ragazzi fuori dall’età di lega, desiderosi però di fare calcio con i nostri colori, abbiamo maturato l’intenzione di allestire una prima squadra. Il nostro desiderio- commenta la presidenza della polisportiva- è quello di rilevare un titolo di Promozione e per questo siamo alla finestra e in contatto con il Comitato Regionale per vedere se si presenterà l’occasione giusta per subentrare a qualche società già esistente. Se ciò non dovesse accadere abbiamo già posto le basi con due o tre squadre di Prima Categoria per rilevare il loro titolo e cominciare da quel campionato”. Con questo annuncio da parte della Polisportiva Calcio Sezze si può scrivere la parola fine al tentativo di fusione tra le varie anime calcistiche del paese lepino. Era stata manifestata, infatti, l’intenzione di arrivare ad una fusione con l’ FC Sezze per cercare di costruire una grande società.
Dopo una serie di incontri tra le parti, alle quali ha partecipato l’assessore allo sport Marcello Ciocca, ci si è resi conto che l’accordo tra le parti non si sarebbe mai trovato, a causa di vedute diverse sulla gestione della nuova società. Da qui l’intenzione di Italiani, Simeoni e Rossi di andare avanti da soli, pur nella consapevolezza degli ulteriori sacrifici che si dovranno affrontare per gestire la prima squadra. Sacrifici economici che potrebbero essere condivisi anche da altri imprenditori che hanno già avuto esperienze in passato con il calcio setino, i quali hanno mostrato interesse ad un ingresso nella Polisportiva.


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